Manovra/1 – Tancredi (Ap): su rurali più chance al Senato

L’emendamento 59.79 sulle agevolazioni a rurali e piccole farmacie è rimasto in un cassetto della commissione Bilancio di Montecitorio, assieme a interi articoli della Manovra, perché il testo andava licenziato nei tempi concordati. Ma resta aperta la possibilità di ripresentarlo al Senato, dove ci sono buone chance che venga approvato. E’ quanto dichiara in un’intervista pubblicata ieri sera da Quotidiano Sanità Paolo Tancredi, il deputato di Ap (Ncd-Udc) che con il collega di partito Filippo Piccone aveva firmato la proposta di modifica arenatasi giovedì in Commissione. «A causa dei tempi stretti» dichiara Tancredi a Quotidiano Sanità «diversi emendamenti e addirittura alcuni articoli non sono stati esaminati. La discussione su questi temi è stata rinviata al Senato». Il deputato fa un elenco dei provvedimenti “saltati”: l’articolo 2, alcuni interventi in tema di Pubblico Impiego, il credito d’imposta per le ristrutturazioni, l’ecobonus e via a seguire.

Questi interventi, assicura Tancredi, potranno essere recuperatinell’iter della Manovra a Palazzo Madama, e tra questi l’emendamento sulle farmacie rurali. Non a caso, rivela il rappresentante di Ap, «sono state appositamente accantonate alcune risorse per l’approvazione di nuovi emendamenti al Senato». Più che bocciata, dunque, la proposta di modifica che innalza le soglie di fatturato per l’accesso alle agevolazioni della 662/96 è stata soltanto rinviata alla seconda lettura. Anche se sul suo percorso a venire pesa l’incognita del referendum: vincesse il no, osserva Tancredi, la maggioranza potrebbe diventare improvvisamente instabile e a quel punto non sarebbe da escludere un intervento del Capo dello Stato per far passare la Manovra nella versione già approvata dalla Camera.
«Come farmacista rurale» è il commento del presidente del Sunifar, Alfredo Orlandi, alle dichiarazioni di Tancredi «posso solo augurarmi che le cose siano andate proprio così e quindi al Senato l’emendamento venga ripreso velocemente». Come presidente dei rurali, invece, «i fatti accaduti in Commissione allontanano dalla politica e dalle istituzioni: amareggia scoprire che un emendamento non è stato votato soltanto perché non c’era il tempo, a questo punto è indispensabile che Palazzo Madama faccia giustizia e ci restituisca ciò che alla Camera ci è stato tolto».

Fonte: Federfarma.it

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